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NEXT EXHIBITION

 





Adopt a friend / Adotta un amico 
The friendship project between Syrian and European children
Il progetto di amicizia tra bambini siriani e europei

The exhibition 
200 friendship drawings between children in Syria and children in H-International School in Treviso, Italy 
Installation by the Lebanese artist based in Italy Laure Keyrouz
Performance by Janetta Ledell, Sami Samuela Barbieri, Silvia Galluccio, Valentina Carpenedo and Laure Keyrouz 
Artworks by Maysa Mohamad from the exhibition Bloodstone
Curated by Enas Elkorashy

Inauguration and performance: 11 November at 5pm 
Made in . . Art Gallery 11-24 November 2017






La Mostra
200 disegni di amicizia tra i bambini in Siria e i bambini della H-International School di Treviso.
Installazione dell'artista libanese che viva in Italia Laure Keyrouz
Performance di Janetta Ledell, Sami Samuela Barbieri, Silvia Galluccio, Valentina Carpenedo e Laure Keyrouz.
Opere di Maysa Mohamad Dalla Mostra Bloodstone
A cura di Enas Elkorashy

Inaugurazione e performance: 11 Novembre alle 17.00
Made in . . Art Gallery 11 - 24 Novembre 2017
Project of / Progetto di Enas Elkorashy



info: enas.elkorashy@gmail.com

 

La Mostra 
“Adopt a Friend” è un evento che nasce dall’analisi profonda delle lettere e dei disegni che sono stati scambiati tra dieci ragazzi siriani, provenienti dal nord della Siria, rifugiati a Damasco e che vanno dai 10 ai 14 anni, e alcuni studenti italiani.
La meraviglia di questo progetto è quella di avere lettere e disegni che dopo un lungo viaggio incontrano altre vite e un’altra realtà. Una realtà più sicura, quella realtà vissuta dai ragazzi delle scuole italiane che, fortunatamente, non hanno conosciuto nessuno dei problemi che le persone in Siria affrontano giorno dopo giorno e che includono la guerra, la distruzione, la perdita della casa, della famiglia e molto ancora.
Nonostante questa tragica situazione ciò che si legge nelle lettere dei ragazzi Siriani è tutt’altro. Troviamo infatti dei disegni sicuri, ottimisti, pieni di speranza, pieni di forza e di certezza, sentimenti che nascono nel profondo dell’animo umano. A dimostrarlo sono le parole di uno di loro che, commentando il proprio disegno, scrive che non ha importanza quello che si manifesta esteriormente ma “la bellezza dell’anima”.
Descrizione della poesia
Dopo uno studio dei disegni provenienti dalle due parti ho cominciato a scrivere una poesia in arabo standard, come se fosse scritta da uno dei bambini, usando il suo linguaggio, e che racconta quello che è successo davvero in Siria, cosa succede durante la guerra, e come viene vista la distruzione ai suoi occhi. Alcuni dei versi di questa poesia sono ispirati direttamente a quello che ho potuto leggere.
Il concetto chiave che ho voluto sviluppare attraverso questi versi e che rappresenta il messaggio di questo progetto, è l’analisi della privazione più importante che hanno subito questi bambini. Mi riferisco alla perdita dalla scuola e, con essa, alla tristezza provata non riuscendo più a tornarci e non potendo più rivivere i bellissimi momenti passati giocando tra quelle mura.
La poesia viaggia tra Oriente e Occidente. La voce dal ragazzo, o ragazza, che sta parlando, dopo una prima parte in riferimento ai tristi ricordi legati alla guerra e alla mancanza della scuola, prova a rassicurare l’amico in Italia. Riporta quindi la sua visione della Siria paragonandola al grembo materno, ad una patria fatta di una natura molto bella, come quella di un sogno e che rimane splendida malgrado quello che è successo.
La performance segue una struttura di dieci banchi che va a rappresentare ciascuno dei ragazzi di Aleppo e Damasco, come se fossero presenti. La classe creata non ha la forma tradizionale ma è a forma di cerchio, all’interno del quale tutti possono dialogare e vedersi, e che simbolicamente è legato all’idea di perfezione e di unità. Su ogni banco, partendo da destra a sinistra (come si scrive in arabo), ho riportato una parola dell’inizio della poesia: “la mia anima nuota, sopra un foglio bruciato, seppellisce in Oriente una poesia e in Occidente strappa il crepuscolo”.
La performance è costruita attorno alla mia lettura in arabo della poesia contenuta in un libro d’artista realizzato appositamente per l’inaugurazione, appoggiato sopra le due lavagne scolastiche installate a forma di libro.

Partecipanti alla performance
Sulla base di questa poesia ho invitato 10 persone a prendere questi 10 posti e ad unirsi alla voce di questi bambini in diverse lingue madri (arabo, italiano, francese, inglese, sloveno, cinese).

Partecipano:
Laure Keyrouz
Silvia Galluccio, performer con voce e movimento
Valentina Carpenedo, collaboratrice per performance plurilingue e danzatrice
Janetta Ledell, insegnante di inglese e lavora con il canto
Sami Samuela Barbieri che insegna l’Italiano dopo aver studiato al DAMS e lavora come performer